Come arginare o debellare il vandalismo in Sardegna?
Aumentare il controllo del territorio tramite volonatariato ed associazionismo
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Istituire un nuovo corpo forestale e marittimo consorziando enti e privati
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Aumentando le pene civili e penali dei reati al patrimonio
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Limitando gli ingressi agli arenili e alle arie protette
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Puntando sulla educazione e prevenzione anche nella penisola
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Puntando sui nuovi mezzi di comunicazione on line
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Ritornando ad un tipo di turismo non omologato e industrializzato
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websurfer Saggio
Registrato: Jun 25, 2004 Messaggi: 76 Località: Olbia
Inviato: Lun Ago 24, 2009 11:26 am Oggetto: La seconda invasione Vandalica in Sardegna...
Nei libri di Storia della nostra isola deve essere riportata anche questa perpetua, camaleontica, costante, asfissiante, pericolosissima nuova invasione Vandalica.
La prima conquista della Sardegna da parte dei "Vandali" veri è databile nel periodo 456 - 534 D.C.
La seconda conquista della Sardegna da parte dei "vandali" si perpetua da ormai una ventina di anni circa e non siamo riusciti ancora ad arginare il fenomeno che, ahimè, è in crescita.
Riporto un ottimo articolo di repubblica che sintetizza quasi un estate intera di sopprusi e gesti incivili portati da "forestieri" e non alla nostra amabile isola.
Da Repubblica.it: Di Pier Giorgio Pinna
Un'estate nera, in Sardegna. Tra disservizi, vandalismi e blitz in stile cafonal, nell'isola sta succedendo di tutto. Alla Maddalena un turista milanese ha fatto lo slalom con la sua auto anfibia sbarcando nell'isoletta di Budelli a pochi passi dalla Spiaggia Rosa e suscitando le proteste dei bagnanti. È già stato denunciato alla magistratura. Altri esposti in vista qualche decina di chilometri più a sud: da giorni a Baja Sardinia, quasi ai confini con la Costa Smeralda, i bagni sono vietati. Motivo: il depuratore è andato in tilt e i liquami si sono riversati sull'arenile. Ventimila vacanzieri infuriati minacciano di ricorrere alle vie legali. Non basta. Nei lavori di bonifica sono state scoperte altre fonti d'inquinamento: una discarica di batterie d'auto. Veleni che stanno già spingendo molti a dire addio alle vacanze o a disdire le prenotazioni. Un danno che gli albergatori minacciano di quantificare chiedendo i danni ad Abbanoa, la società che gestisce la rete idrica nell'isola.
In quest'estate da dimenticare cominciata un mese fa con roghi devastanti costati la vita a due persone, si succedono poi ovunque sequestri di ombrelloni da parte della Forestale. La sera li posteggiano sulla spiaggia libera frotte di furbi che, la mattina successiva, vogliono arrivare con comodo fronte mare trovando il posto bello pronto. Ciliegina sulla torta: a Stintino, nell'area della Pelosa che proprio quest'anno si stava rivitalizzando con l'arrivo di nuova sabbia, fumatori senza scrupoli abbandonano ogni giorno sulla battigia migliaia di cicche sfregiando uno dei tratti più suggestivi del nordovest sardo. Per salvare dal degrado La Pelosa non è bastato neppure distribuire ai bagnanti posacenere tascabili: troppi li hanno usati per portarsi via un po' di rena bianca come souvenir, continuando a lasciare mozziconi sparsi dappertutto.
Ma sono state soprattutto le gesta del proprietario del mezzo anfibio arrivato alla Maddalena via Corsica a suscitare le maggiori tensioni. L'uomo al centro delle accuse si chiama Alberto Dubini, ha 60 anni ed è un imprenditore tessile. Come ha giustificato l'assalto alla vietatissima isola dell'arcipelago al centro di un parco naturale? "Ho un'auto-barca con tutte le autorizzazioni in regola", si è limitato a dire ai carabinieri e alla guardia costiera. "Non pensavo di commettere alcuna infrazione: in ogni caso, sono subito andato via", ha concluso.
Il suo "Amphi Ranger" di fabbricazione tedesca è stato rintracciato ieri mattina in un'altra spiaggia della Maddalena, a Padule. Dubini, quando ha visto curiosi e militari attorno all'auto anfibia, si è mostrato stupito. Poi, interrogato, ha riferito di aver raggiunto la Corsica da Livorno con un traghetto. E da lì di aver sfidato le Bocche di Bonifacio, partendo da Santa Manza, toccando l'isola di Lavezzi e sbarcando alla fine a Budelli.
Incurante delle proteste di sabato mattina, ieri alla Maddalena è andato persino negli uffici del Parco per pagare la tassa prevista e ottenere l'autorizzazione a navigare nelle acque dell'arcipelago. Ma tutto ciò non è bastato a evitargli la multa e la denuncia alla Procura. "Non amo la pubblicità, sono una persona riservata: vorrei che la cosa finisse qui - ha aggiunto prima di ripartire per la vicina isola di Santo Stefano con continui cambi di rotta per evitare i traghetti per Palau - Ero venuto per trovare alcuni amici. Non pensavo di suscitare tutto questo caos con una piccola sosta in spiaggia". _________________ Viviamo a tratti.....
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